I Chromebook hanno un futuro?

Siamo ancora qui a parlare nuovamente dei Chromebook e di Google Chrome OS, questa volta però ci poniamo una domanda diversa, i chromebook e quindi chrome os hanno un futuro?

Come ormai è noto non hanno ancora fatto leva sul mercato, sono infatti pochi i computer portatili di Google venduti, forse meno del previsto, le persone non li conoscono e non se ne parla più di tanto. C’è chi li ha paragonati all’ennesimo fallimento di BigG, dopo wave, buzz e molti altri, ma invece non sembra essere così.

Qualcosa si sta muovendo, forse si è tornati un po’ indietro con l’interfaccia aura, proponendo agli utenti un desktop vero e proprio e non più solo la finestra del browser o forse ci si è resi conto che i chromebook avevano qualcosa che non andava per il pubblico.

Google non ha smesso di lavorare, sappiamo che è in arrivo una nuova generazione di chromebook, più economica e più potente, ogni tanto su google+ si tengono degli hangout per spiegare alle persone cosa sono e come possono essere usati quotidianamente questi computer.

Sempre più utenti stanno valutando se acquistare o meno il pc, sono in attesa della nuova serie di chromebook, con la speranza che i prezzi sono calati, quando si parla con gli utenti e si fa notare che musica, foto e video si salvano nel cloud, ad esempio google music per la musica, youtube e google+ per le foto, si fa notare quindi che hanno 5gb su google drive e 10 per le loro email e  si fa notare che non hanno molte altre cose che occupano spazio cominciano ad accorgersi che i chromebook sono utili.

Inoltre il pc viene usato per andare su internet e per scrivere dei testi per la maggioranza, prodotti già completamente disponibili online e anche offline, come google docs.

I chromebook hanno quindi un futuro, l’unico problema è far recepire agli utenti il messaggio.

alessio

Sono un giovane web designer con la passione per il blogging e la tecnologia in generale.

3 thoughts on “I Chromebook hanno un futuro?

  1. Il problema è sempre lo stesso: esclusi i gamers che necessitano di macchine ‘dedicate’ il resto del mondo informatico usa il pc per fare quelle cose di cui paralvi: musica, video, mail, scrivere, indistintemente dei testi o dei blog. Punto !

    Allora cosa fa si che cerchino sistemi operativi complesi, e costosi nel caso di Mac o Windows ? Sicuramente una campagna di informazione più ‘granulare’ potrebbe avere un effetto positivo sulla decisione in fase di aqusito.

    Ma resta un’altra ‘paura’ secondo me che frena l’utente: il binomio cloud+google

    È indiscutibile che la nomea di google di raccogliere dati dai suoi utenti e poi venderli/usarli per spam focalizzato sulle esigenze dell’utente, non aiuta a fidarsi. La recente riscrittura delle condizioni d’uso raccogliendole in un unico documento che vale per tutti i servizi a mio parere e stato un auto goal: ha solo rafforzato la sensazione che bigG abbia cercato di rendere ancora piu nebusolo il cosa farà dei dati su cui mette le mani,

    Il controsenso sta nel fatto che queste paure che frenano la scelta, non hanno impatto nello scegliere gmail come casella di posta primaria. Insomma… da una parte si fidano e danno in mano a BigG la loro posta, dall’altra non si fidano e non usano il loro OS… se non ci sarà maggior chiarezza nelle normatve sul trattamento dei dati credo che non si riuscirà a passare oltre lo stallo attuale.

    1. La questione della privacy è sempre un problema, forse i media e i blog la prendono troppo sul personale, non puoi valutare un rischio della privacy se un bot controlla le parole chiave per mostrarti la pubblicità ideale, è un rischio se qualche essere umano può leggere la tua email, poi i nostri dati ormai li hanno tutti, persone che nemmeno conosco so dove vivono, che faccia hanno, cosa mangiano perché lo dicono sui social network, allora che senso ha accanirsi combattendo una guerra di ideali contro le norme della privacy per poi renderli noi stessi pubblici i dati?!

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